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Vittoria Razzetti (1834-1912)

Vittoria Razzetti«Parte lontano la storia dell’ente morale Razzetti ed è abbastanza curiosa. Nasce infatti dalla figura, molto spesso snobbata, di quella che un tempo si chiamava “perpetua”, la collaboratrice familiare del clero. Vittoria Razzetti, nata nel 1834 e morta nel 1912, ereditò dal suo parroco un appartamento in centro città: con capacità di “lettura dei tempi” decise di metterlo a disposizione dei bisogni della sua epoca, cominciando così ad ospitare le cameriere che lavoravano nelle case signorili ed erano costrette a pernottare nelle osterie di allora. Un servizio, quindi, umile ma prezioso, trasferito poi in via Rose dove nel 1891 la Razzetti cominciò ad ospitare i primi bambini orfani. Erano gli anni in cui intensa fu la collaborazione con Santa Maria Crocifissa di Rosa, un rapporto continuato tra il Razzetti e le Ancelle fino al 1984. Nel 1919 fu riconosciuto come Ipab… nel dopoguerra, l’Istituto, che dal 1926 si era trasferito nell’attuale sede di via Milano (di fronte al monumentale cimitero) divenne vero e proprio orfanotrofio».

Tratto da La Voce del Popolo, 5 maggio 1995 (n. 18)

«Nell’anno 1880, Vittoria Razzetti, di umili origini, domestica di professione, avendo ereditato dal suo defunto padrone un modesto patrimonio animata da ardente spirito di carità verso l’infanzia abbandonata iniziava in Brescia la sua opera di bene. Accolti in una modesta casa in via Rose di Sotto, alcune diecine di fanciulli, da lei stessa tolti alla strada, provvedeva con propri mezzi al loro mantenimento, custodia ed educazione. Venuta a morte il giorno 21 gennaio 1912, l’opera da lei intrapresa venne continuata da alcuni generosi benefattori».

Tratto dallo Statuto del Pio Istituto Vittoria Razzetti in Brescia, 2 dicembre 1938