Home L'emblema del pellicano
Il Pellicano della Congrega PDF Stampa E-mail

 

Le origini dello stemma della Congrega e del motto "Amoris excessus" si perdono nella storia plurisecolare dell'istituzione, ma il significato simbolico del Pellicano come emblema della carità è noto.

Il fatto che i pellicani curvino il becco verso il petto per nutrire i loro piccoli, tramite i pesci trasportati nella sacca, ha indotto all’errata credenza che arrivino a lacerarsi il torace per alimentarli col proprio sangue. Secondo una leggenda medievale, infatti, i pellicani maschi, di ritorno al nido dopo tre giorni, rinvenendo i loro piccoli morti (in alcune versioni a causa delle carezze della madre col becco lungo e tagliente, in altre a causa del morso del serpente) si squarciavano il petto e cospargendoli del proprio sangue ne ottenevano la resurrezione.

Il pellicano è divenuto pertanto simbolo dell’abnegazione con cui si amano incondizionatamente i propri figli e l’iconografia cristiana ne ha fatto l’allegoria del supremo sacrificio di Cristo, salito sulla Croce e trafitto al costato, dal quale sgorgarono sangue e acqua, fonte inesauribile di vita per tutti gli uomini.

Negli archivi della Congrega, vi è un curioso documento del Comune di Brescia, datato 20 maggio 1927, riguardante la necessità di  provvedere alla legalizzazione dell'uso dello stemma, tramite domanda agli uffici della Consulta Araldica, non essendo mai stato lo stesso riconosciuto o autorizzato.

Dopo annosa procedura, solo nel 1939, con decreto della Consulta indirizzato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si dichiara "spettare alla Congrega della Carità Apostolica e Fondazione Bonoris di Brescia il diritto di far uso dello stemma che è: D'azzurro, al pellicano d'argento con la sua pietà, fermo sulla pianura erbosa. Motto: AMORIS EXCESSUS".

Il Pellicano della Congrega