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Guido e Angela Folonari

Coniugi Folonari

Guido Folonari (1906 - 1978) era figlio di Italo e nipote di Francesco Folonari, due fratelli che con la propria intraprendenza hanno contribuito alla prosperità di Brescia nel primo ‘900. Assolvendo alle responsabilità aziendali con prudenza, ma anche con originali intuizioni, Guido fu un valido prosecutore, insieme al fratello Nino e ai cugini, delle iniziative imprenditoriali familiari. Uno stile schivo e discreto distingueva il suo modo di vivere e costituiva il riflesso di un carattere tanto sensibile e inquieto, quanto tenace e scrupoloso nell’applicazione al lavoro.

Nella testimonianza del senatore Lodovico Montini, fratello maggiore di Papa Paolo VI, troviamo un vivido profilo dei coniugi Guido e Angela Folonari: «Il nome Folonari è legato ad una delle più note attività imprenditoriali in Brescia, in Italia e all’estero, nel campo della industria e del commercio dei vini (...) Guido, figlio di Italo Folonari, quinto di sette fratelli e con sette cugini figli dello zio Francesco, visse in questa grande famiglia tutta unita nel lavoro, nel buon nome, nella tenace ascesa di ogni valore civico e morale. Guido, compiuti gli studi secondari e laureatosi in scienze agrarie, trovò ben adatto il suo posto di lavoro per tutta la vita nell’ambito di questa comunità familiare operativa.
Il carattere schietto, di viva sensibilità, ma assai schivo di ogni ostentazione, fu portato quasi naturalmente a considerare il lavoro come un dovere da compiere con scrupolo e dedizione, non solo verso se stesso e la famiglia, ma anche nei riguardi della società. Nel quadro dell’impresa, sempre più estesa, gli fu assegnata la sorveglianza e la guida delle numerose cantine dell’Italia meridionale, con un centro in Bari. Fu in questa città che si stabilì per qualche anno, dopo le nozze con una donna di notevole valore e di grande delicatezza d’animo, sim ile in certo modo a lui nella riservatezza e nella naturale bontà, ma con spiccate doti di personale attività. Angela Cereghini, nata a Lecco da distinta famiglia, non solo assecondò il lavoro del marito, ma ne fu la fida e costante ispiratrice. Senza figli, la coppia diede vita anche nell’Italia del sud a varie opere che attestano la comune larghezza d’animo dei due sposi. Ritornati nella sede di Brescia, Guido continuò indefessamente il proprio impegno nella ditta, specialmente gravoso dopo il bombardamento distruttivo dell’ultima guerra. Col passare del tempo, egli prese un compito più diretto man mano che la scomparsa dei due capi Italo e Francesco e il crescere delle nuove generazioni mutarono la fisionomia dell’impresa primitiva».

Ai coniugi Folonari si deve una lunga serie di opere benefiche e di interventi rivolti alle persone e alle categorie più bisognose. Solo per citare alcuni esempi, il Consorzio spastici-miodistrofici, l’Ospedale dei bambini, la Croce bianca, l’Istituto dei sordoparlanti, alcune parrocchie, un Villaggio del fanciullo in una delle zone più povere del Brasile, ove operavano sacerdoti italiani, sono tra le realtà che beneficiarono nel tempo del sostegno dei coniugi Folonari. Ma l’opera benefica più importante fu concepita dal dottor Guido dopo la scomparsa della moglie, avvenuta il 30 maggio 1970. Fu proprio questo evento a far maturare in Guido l’idea della Fondazione. Con testamento in data 5 luglio 1976, egli provvide a destinare un congruo patrimonio per la costituzione di una Fondazione che fosse finalizzata all’assistenza morale e materiale dell’infanzia e della gioventù.

Lo spirito di questo gesto, che ha consegnato ai posteri i nomi dei due coniugi per sempre riuniti, è stato efficacemente colto da mons. Gianni Capra in un passaggio dell'omelia pronunciata il 4 aprile 1981 presso la cappella della Congrega: «La Fondazione Guido e Angela Folonari altro non è che il memoriale intelligente e operoso di una vita di sposa che, non potendo essere mamma, ha dedicato tempo, cuore e doti per l’infanzia e la gioventù bisognosa, trascinando in questa sua ansia di bene il marito, sempre più convinto del valore e dell’efficacia di questa scelta» .