| Gaetano Bonoris (1861-1923) |
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La figura del conte Gaetano Bonoris non è stata oggetto sino ad oggi di studi approfonditi, sia in ragione del suo stile di vita schivo e riservato, sia a causa della relativa carenza di fonti documentarie a lui relative, riconducibile soprattutto alla precisa disposizione testamentaria di bruciare ogni sua carta al momento della morte. A tale titolo Gaetano Bonoris tenne molto, come dimostra anche la progettazione e l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione del castello acquistato nel 1890 dal Comune di Montichiari: all’impresa il conte dedicò ogni attenzione, dispiegando in essa gusto artistico e sensibilità architettonica, oltre che rivelando il proprio carattere non facile, se non eccentrico. I lavori diretti dall’architetto Antonio Tagliaferri iniziarono nel 1892 e proseguirono sino al 1900, portando alla realizzazione di un modello ideale di fortificazione medievale subito eletto dal conte a propria dimora. Nello stesso anno Bonoris fu eletto parlamentare della XXI legislatura, durante la quale il bresciano Giuseppe Zanardelli fu a capo del governo: a convincerlo a candidarsi nelle file del partito liberale fu molto probabilmente l’autorevole senatore Ugo da Como, che aveva stabilito la propria residenza nella vicina rocca di Lonato.
L’attenzione per i meno abbienti caratterizzò tutta l’esistenza di Gaetano Bonoris, tanto che l’ingentissima donazione che decise di elargire alla Congrega non destò sorpresa in chi lo conosceva bene: significativa, a tal riguardo, è la testimonianza resa dall’esecutore testamentario Bindo Azzali, che rilevò come in fatto di beneficenza il conte fosse «misurato e cauteloso e alieno da pubblicità. Faceva beneficienze riservate a mio mezzo, e bene spesso personalmente e vi erano dei veri abbonati al sussidio. Scoppiata la guerra e per tutta la sua durata fece pagare degli assegni a tutte le famiglie povere dimoranti nelle sue proprietà». Gli aiuti individuali andavano di pari passo con le largizioni a favore di enti ed istituzioni benefiche in Brescia e Mantova, con particolare attenzione alle necessità dei minori; attenzione che ebbe come esito naturale e coerente la volontà di affidare il proprio patrimonio alla Congrega della Carità Apostolica «perché la gioventù infelice di Brescia e di Mantova ritrovasse la speranza in Dio padre e le cure di una madre». |
Biografia Bonoris

